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Bibliografia e Documenti

Pubblicazioni

Per poter approfondire la ricerca storica sul monumento e sulle battaglie risorgimentali che hanno interessato il nostro territorio, si suggerisce un parziale elenco bibliografico:

In Limine. Parole di Confine

Condividiamo con voi alcune delle poesie create in questi anni durante gli incontri del progetto “In Limine – Piccolo viaggio di esplorazione e scrittura poetica all’Ossario di Custoza” a cura di Arianna Pastorelli.

Vi auguriamo buona lettura.

 

OMBRE

Pensavamo di essere invincibili
come le armate della Morte
schierate nella piana di Armageddon

Milioni di volte abbiamo sfidato la sorte
correndo al galoppo
e inciampando nelle vite altrui
pur di avere salva la nostra.

Poi, basta.

e qualcuno, di estraneo
ha raccolto
questi strati di parole oramai vuote

ombre assolate dei nostri desideri
rimaste incastrate nelle nostre bocche socchiuse,
come rimasugli di sogni infranti

oppure sollevate
in un soffiare di polvere
finita poi nei vostri occhi insicuri.

Così da tornare a piangere,
oltre il nostro tempo.

Alessandro        


Il silenzio ora
le urla lì, le urla qui.

Il tempo, l’amore, la morte
tutto unito, come la catasta
d’ossa lunghe.

Uniti solo nel tempo. Sempre soli.

E la morte aspetta, un anno in meno.

La morte unirà, senza pudore,
ciò che l’amore aspettava.

Non c’è più tempo, ma
non importa.

Nulla importa, lo urlano
i teschi senza lingua.

Nulla importa, rispondo io.

Davide Beltrame


Essere qui …
tra una bandiera che si lascia trasportare
dal vento
e un monumento
che profuma di dignità e purezza,
di gioventù e silenzio.
Respiro la bellezza
e accolgo il significato di confine.
Oggi qui, non percepisco
la differenza
tra la vita e la morte.
Sono immersa nel ricordo
e mi accorgo
che tutto continua se c’è amore. 

Claudia Coghi


SONO QUI

Essere qui
un bagliore di luce
su una lastra nera
di chi non c’è
e chissà se c’è mai
stato.

Essere qui
due parole in cui odo
l’eco della chiamata
a volte remoto
appena percettibile
altre più forte
mi rimbomba dentro
anche se non l’ho chiesto
– forse proprio perché non l’ho chiesto
e non lo desidero neanche.

Essere qui
un urto, una spinta
all’essere
una domanda che aspetta
una risposta.

Una
mia
risposta. 

Una
mia
risposta
bella.

“Eccomi,
sono qui”.

Alice Cova


Ho visto.
Di fretta, ma ho visto:
niente nomi sulle teste

Cosa mi chiamo a fare,
se non avrò il nome
su femore, dito o placca?

Cosa la tengo a fare,
tutta questa roba
tra la pelle e le ossa?

Cosa lo temo a fare
il fuoco, di sotto,
se poi i nomi non bruciano?

Elia Mancini


ESSERE QUI

Essere qui
non dovrebbe essere diverso dal trovarsi sul 38° parallelo ad Oriente
o in quella linea tratteggiata nel Sahara occidentale
o negli antichi limes romani.

Qui forse si è risolta un’antica questione di linee
ma questi confini
come quelli che tagliano una Striscia
non fanno parte della Natura.
Forse a lei potremmo guardare
per imparare a farci custodi di pace.

Enrico Marchiotto


MENTRE MORIVO

Mentre morivo pensavo
Che tutta ‘sta vita dedicata alla morte
Ha avuto più di qualcosa in comune
Con il fare la Rivoluzione:
è l’insofferenza che nasce
dalla percezione di un’ingiustizia fondamentale
è la rabbia che insorge
verso il destino già scritto,
gli editti draconiani
e il silenzio degli (onni)potenti.
È il dolore delle madri
Il disorientamento dei padri
L’inconcluso dei figli
Ma più di tutto
(ed è quello che conta)
È la fratellanza dei senza risposta
Che con i brandelli di domande
Cuciono bandiere
È la fede di quei puri di cuore
Che un giorno Dio lo vedranno eccome
È la libertà che canta
Nel sangue di quel fratello
Che
Come me
Un giorno morirà
Ma intanto
Adesso
Combatte.

Alice Baraldi


Essere qui, papà, oggi, è ricordarti di nuovo.
Ricordarti soldato, al fronte, impaurito, lontano dai tuoi cari.
Lontano dalla tua vita.
Mi hai detto orgoglioso: ”Io non ho ammazzato nessuno”.
Eri un uomo buono, la guerra ti ha fatto diventare anche un uomo di pace.

G.C.


GENERALE

Me ne sto andando generale
Spero mi senta perché non saprei tornare
Generale non m’appartengono i proiettili che porto addosso
E m’appesantiscono il volo
E mi sento a ridosso
Di un respiro che ne concede forse solo un altro dopo ancora
E vedo mia madre
E non vedo l’ora
Generale questa guerra non era neanche mia
Ed assieme era l’unico modo per non scappare via
Da morsi atroci che mi mangiano la carne
E lo stomaco ribolle
E questo suono d’allarme
Mi sussurra un abbraccio
E m’allaccio il petto
Ed è caldo
Ed è freddo
E m’alletto
Senza coperte
Senza mani
Senza un tetto
Senza speranze
Senza fede
Aspetto 

Francesco Malena


EIN KNOPF 

Bottone arruginito
un po’ azzurrino
un po’ ramato
che mi guardi
dalla teca…
Dimmi cosa vuoi raccontare ?
“Sono nato im Vien ich bin ein Knopf!”
“Lo vedo che ci fai qui ?”
“Ich habe keine anung …”
“Non hai idea”

Francesca Montagano

 


Catasta d’ossa
Crani bucati, spezzati
In un silenzio assordante
Che urla senza suono
Dov’è l’uomo che è stato?
Chi è l’uomo che rimane?

Beatrice Zucchelli


CERCHI D’ALBERO

Siamo dei motivi
che troviamo
per esserci ancora.
Siamo degli istanti
sospesi
che c’impediscono
di cadere
nei fossati.
Siamo di sconosciute
ragioni e di scorrere
di stagioni,
sulla pelle e sulle retine.
Siamo d’offuscarsi di ricordi
e di prorompente necessità
di dare senso all’esistenza,
aprendo e chiudendo – forse –
cerchi d’albero.
Ritornare
non è
tornare indietro.

Francesca Pase


IL DITALE

E c’è chi trama:
chi scuce l’ordito della tua vita.
Pensi che ti servirebbe uno scudo.
Ma ti sei portato solo un ditale
per un’innocua ferita.

Alessandra


Un tempo
biglie di terracotta
dipinte argento
per sembrar
piombo nel gioco.

Oggi cupree sfere
di mercurio esplosivo,
pronte
a ribaltare i ruoli.
E la danza è macabra
tra i brandelli
di carne.

Conto i cipressi all’orizzonte, uno
per ciascun giovane,
forte, mai davvero pronto alla morte
che inevitabile accompagna
giù.

Fredda è la cripta,
in un incandescente pomeriggio d’estate
a Custoza. 

Laura


Essere qui
e sapere ogni istante
che non è scontato
che è occasione per costruire
non distruggere
che è tempo per fare
non disfare
ascoltare
accogliere il silenzio
abbracciare la bellezza
sentire il sussurro di chi è stato
e ci invita
come i cipressi, le vigne, gli ulivi
a tenere insieme
a proteggere
ad essere qui
senza fretta
accorgendosi
che esiste un noi e poi un io
un prima
senza il quale non ci sarebbe adesso.

Chiara Giacomi


Anche tu sei consumato,
anche tu hai perso pezzi di te.
Ti guardo e penso
che ci accomuna l’amaro in bocca
e quell’incontro intimo quotidiano.

(io spazzolino, io soldato)

Loana Zimelli


IL PROIETTILE

Spinto del calcio
di una mano sconosciuta
ti sei avviato
dall’indugio alla velocità

Hai vagato
nel silenzio del tuo stesso rumore cercando la fine
della tua corsa.

Così ti ho incontrato,
quando la tua forza
ha trovato il mio volto
svuotandolo.

Marco Valentini


Essere qui
nella magia del vento
che culla le parole
allaccia i ricordi
di generazioni urlanti,
attraversa le menti stanche,
depone le armi
e Arma la bellezza
dei sogni

Marisa Pini


PROTESTA

Levito,
la pelle accarezzata
dal vento,
il viso sfiorato
dal Sole,
l’esistenza che le cicale
mi cantano,
la vita mi circonda
e
mi attraversa.
Silenzio della pace,
tesoro della vita.
Scrivo.
Parlo.
Combatto. Voglio il rumore della morte
lontano dalla mia casa. 

Michele Cella


Un rampicante imbrigliato nel ferro
troncato alla base.
Assecondare il giro delle scale
Il ferro ricurvo
Una grata nella sua parziale rotondità
Girare in tondo con gli occhi a terra
Evitare gli spigoli acuti
Sedersi accanto a un fossile
È forse diverso guardarlo?
È forse meno morte? 

Rita Pippa

Custoza, 6 settembre 2025


Osservavo le sue mani mentre snocciolava in modo nervoso un rosario
che catturò la mia attenzione: era di un blu intenso, come gli occhi
di quell’uomo, .
Pensavo per chi, per cosa potesse pregare. Forse non pregava affatto.
Farneticava  solamente.
Quell’oggetto mi portò tra i ricordi di mia nonna, nel mese di maggio.
Ogni anno, ci si incontrava al rosario insieme al vicinato.
Improvvisamente quell’oggetto prese la mia mente: ero in balia del
desiderio di possederlo, in preda alla nostalgia. Ne sono certa:
anch’io, snocciolandolo, avrei risentito il tocco leggero della mano
di mia nonna. 

Roby


Custoza contadina
Custoza di collina
collina tra due fiumi
collina tra i barlumi
di eserciti acquattati
di eserciti allarmati
“All’armi, caricate!”
“All’armi, sfoderate!”
Galoppava un tenente
alla patria fervente
Rocce luccicanti
cristalli brillanti
ridotti col fuoco
a roba da poco
metalli da sparare
metalli per tagliare
Creature di Dio
costrette all’omicidio
a saccheggi ufficiali
aggressioni bestiali
scagliate sulla gente
strumenti di un fendente
strappando le persone
la faccia, la ragione
arti, rami, radici
e famiglie felici
un piombo lo scontrò
e un gelso lo afferrò
madri e mogli fremono
carni e vigne gemono
vide il cavallo scosso
l’attendente commosso
sulle zolle roventi
tramontano i lamenti
viene tardi la luna
ai furfanti fortuna
si aggirano le stelle
e i lumi con barelle
che ai gemiti accorrono
e i caduti sotterrano
in pace dai carretti
buttati e benedetti.
All’alba un lettighiere
lacrimò al Belvedere
e invocò da quel giorno
la pace tutto intorno
la pace lo ascoltò
e quel prato baciò
e a quel prato fatato
ogni lutto ostinato
cominciò a vagheggiare
per andarsi a placare.
Sassi resi assassini
dagli scoppi vicini
si recano a comporre
le basi di una torre
Ossa arate e smarrite
madri e mogli patite
la casa ritrovan
la pace reclamano
Reliquie profanate
e reliquie salvate
i furfanti contriti
e i paesani impettiti
con i reduci mutili
riportano ai caduti
Da un involto di lana
si porge un’italiana
opaca ma splendente
dragona da tenente
Nella nappa pulita
si riapre tra le dita
un’anima celante
tra immagini sante
un devoto cartiglio
per proteggere un figlio
e con pio sentimento
tre capelli d’argento
“O Maria, ti scongiuro
conservalo al sicuro
abbia un po’ da mangiare
e lana da indossare
capello della fronte
che guardi l’orizzonte
nelle insidie sia prode
dei compagni custode
capello della tempia
il dovere si adempia
ma il nemico rispetti
e lo renda agli affetti
capello della nuca
a casa lo conduca
della Patria sua fiero
e col cuore sincero” 

Stefano Bonfante


PACE

Pace è un sorriso
anche quando non serve.
Pace è rispetto e comprensione
di chi, pure, non capisce noi.
Pace è aiutare chi ce lo chiede
senza voltarsi dall’altra parte.
Pace è capire che questa pace sta tutta, soltanto
Negli atti d’amore.
Pace è amore, amore è pace.
Nulla più di questo ci serve sapere. 

Nicola

 

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    Ossario di Custoza

    Orari 2026

    ATTENZIONE:

    Oltre agli orari e i giorni sotto indicati, l’Ossario sarà aperto anche nei giorni festivi di: Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre 2026.

    Orari di apertura dal 1 Marzo al 8 Marzo

    MattinaPomeriggio
    LunedìChiusoChiuso
    MartedìChiuso14.30 – 17.30
    Mercoledì9.30-12.3014.30 – 17.30
    Giovedì9.30-12.3014.30 – 17.30
    Venerdì9.30-12.3014.30 – 17.30
    Sabato9.30-12.3014.30 – 17.30
    Domenica9.30-12.3014.30 – 17.30

    Orari di apertura dal 9 Marzo al 30 Aprile

    MattinaPomeriggio
    LunedìChiusoChiuso
    MartedìChiuso15.30 – 18.30
    Mercoledì9.30-12.3015.30 – 18.30
    Giovedì9.30-12.3015.30 – 18.30
    Venerdì9.30-12.3015.30 – 18.30
    Sabato9.30-12.3015.30 – 18.30
    Domenica9.30-12.3015.30 – 18.30

    Orari di apertura dal 1 Maggio al 30 Settembre

    MattinaPomeriggio
    LunedìChiusoChiuso
    MartedìChiuso15.00 – 18.30
    Mercoledì9.00-12.3015.00 – 18.30
    Giovedì9.00-12.3015.00 – 18.30
    Venerdì9.00-12.3015.00 – 18.30
    Sabato9.00-12.3015.00 – 18.30
    Domenica9.00-12.3015.00 – 18.30

    Orari di apertura dal 1 Ottobre al 24 Ottobre

    MattinaPomeriggio
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    Orari di apertura dal 25 Ottobre al 31 Ottobre

    MattinaPomeriggio
    LunedìChiusoChiuso
    MartedìChiuso14.00 – 17.00
    Mercoledì9.30-12.3014.00 – 17.00
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    Venerdì9.30-12.3014.00 – 17.00
    Sabato9.30-12.3014.00 – 17.00
    Domenica9.30-12.3014.00 – 17.00

    Orari di apertura dal 1 Novembre al 30 Novembre

    MattinaPomeriggio
    Sabato9.30-12.3014.00 – 17.00
    Domenica9.30-12.3014.00 – 17.00

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